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La democrazia diretta costituisce il valore più nobile della Svizzera e riscontra una grande fiducia. Questa però al momento viene messa a rischio in modo grossolano con l’impiego di sistemi e-voting insicuri e non trasparenti. Con la moratoria vogliamo impedire l’e-voting finché non verrà garantita la trasparenza e le manipolazioni saranno rese impossibili come sugli altri canali di voto (divieto a termine). Sarà possibile di riporre la nostra fiducia in modo fondato nella democrazia diretta solamente se tutte le fasi essenziali del voto sono comprensibili e attuabili dall‘elettorato senza competenze specifiche.

La democrazia deve essere trasparente e comprensibile.

Quando una votazione popolare finisce con esito incerto – cosa non rara – le schede elettorali portate all’urna personalmente o tramite voto per corrispondenza possono essere riconteggiate. Mancheranno però i voti elettronici, che non sono più rintracciabili. La correttezza del loro conteggio è celato da algoritmi praticamente incomprensibili e molto complessi. Solo pochi specialisti sono in grado di stimare vagamente a fatti compiuti la correttezza del conteggio. Ciò non è affatto trasparente e genera sfiducia.

La democrazia deve essere sicura.

Nell’epoca della “guerra cibernetica” è estremamente pericoloso affidarsi a votazioni elettroniche. Sia all’estero che in Svizzera si continuano a trovare falle di sicurezza gravi nei sistemi e-voting, spesso praticabili anche grazie al divario tra teoria e pratica. Sarebbe ingenuo credere che organizzazioni criminali e servizi segreti non sviluppino dunque attacchi sofisticati, vedendo come è possibile controllare votazioni in stati che si affidano all’Internet. Gli stessi hacker sono in grado di infiltrarsi in sistemi di grandi aziende, amministrazioni statali e militari molto più protetti ed addirittura scollegati dall’internet.

E-voting: complesso da gestire

La fase sperimentale nei Cantoni ha dimostrato che l’e-voting non ha alcun vantaggio tangibile. Non ha comportato né un aumento della partecipazione degli elettori, né risulta particolarmente attrattivo per i giovani. Non c’è da stupirsi: la procedura è complicata ed ha tempistiche lunghe. Per via della sicurezza, i documenti necessari per la votazione devono comunque essere recapitati per posta, e i codici da grattare e la tecnologia computerizzata aumentano ulteriormente i costi rispetto al voto per corrispondenza o alle urne.